“I giudici lo fanno fuori per far vincere…” Persino il nemico di Salvini svela il “golpe”

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Ecco l’intervista fatta da Paolo Emilio Russo per il quotidiano Libero a Stefano Parisi che accusa i giudici di voler affossare Salvini

Non si può dire che Stefano Parisi e Matteo Salvini siano mai stati amici.

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Eppure oggi il leader di Energie per l’ Italia sostiene che difendere la Lega da questa «aggressione giudiziaria» che sembra fatta apposta «per favorire il M5S, che è il partito preferito da settori della magistratura», è un «dovere» che vale per lui e che dovrebbe valere per «tutti i partiti democratici».

L’ ex candidato sindaco a Milano che il Cavaliere voleva coordinatore di Forza Italia continua a lavorare alla sua creatura e ha scelto come prospettiva politica la “quarta gamba” del centrodestra, quella centrista.

Lei e la Lega non avete molto in comune. Perché, oggi, si dice preoccupato per il sequestro dei conti correnti del Carroccio?
«La richiesta di sequestro cautelare di 48 milioni avanzata dal pubblico ministero della procura di Genova ai danni della Lega è un atto gravissimo che segna un’ escalation nei rapporti tra magistratura e politica».

Le diranno che è normale, che c’ è un’ inchiesta. E che in passato si è visto pure di peggio.
«Negli ultimi 25 anni abbiamo visto arresti cautelari e avvisi di garanzia verso singoli politici, finiti poi in assoluzioni piene, che hanno distrutto carriere politiche. Questi atti sovversivi del sistema democratico, avvenivano e avvengono puntualmente a ridosso delle campagne elettorali e ne hanno condizionato e ne condizionano pesantemente l’ esito».

Siamo così “a ridosso” che la Lega potrebbe non potersi permettere i manifesti e rischia di non pagare gli stipendi. È un problema democratico?
«Alcuni magistrati in questi anni hanno omesso atti dovuti o emesso atti cautelari non giustificati, con evidente scopo politico. Alcuni di questi hanno poi proseguito il loro impegno militante entreando in politica. Ma oggi c’ è un salto di qualità. Oggi mirano non più ad eliminare dalla scena politica il singolo politico ma addirittura un intero partito».

Si è chiesto perché l’ azione giudiziaria sia arrivata solo oggi, dopo le elezioni Comunali, a pochi mesi dalle Politiche?
«Oggi l’ elettorato italiano si sta rivolgendo di nuovo al centrodestra per liberarsi dai governi di sinistra ed evitare l’ affermazione del Movimento 5 Stelle. Movimento appoggiato esplicitamente da alcuni settori della magistratura».

Sta dicendo che qualcuno, per paura che prevalga il centrodestra, sta lavorando per far vincere a tavolino il M5S?
«Eliminare la Lega dalla scena politica vuol dire assicurare l’ affermazione dei 5 stelle alle prossime Politiche. Per perseguire questo scopo bisogna fare in fretta. Non si può aspettare la sentenza definitiva della Cassazione. Bisogna agire immediatamente con un provvedimento cautelare anche se assolutamente ingiustificato. Poco importa se dopo le elezioni la Cassazione dovesse ribaltare la sentenza e annullare le sanzioni…».

Beh, lei faceva un altro mestiere, ma il centrodestra ha governato 20 anni e non ha riformato la giustizia. Non pensa che ci siano delle colpe storiche?
«Tutta la politica non è stata capace di reagire. Doveva innanzitutto mettere ordine al proprio interno, sradicando la corruzione e il malaffare, per essere meno vulnerabile in questo gravissimo scontro politico istituzionale».

Invece la corruzione è rimasta e di separazione delle carriere non si parla più. Serve?
«Bisogna mettere mano alla riforma delle nostre istituzioni per riportare il nostro sistema alla vera separazione dei poteri tra politica e magistratura. L’ obbiettivo resta la reciproca piena indipendenza nel pieno e totale rispetto delle reciproche prerogative istituzionali».

Qualche tentativo è stato fatto. Sia centrosinistra che centrodestra hanno approvato piccole modifiche al sistema e introdotto qualche aggravante. Troppo poco?
«Tra leggi ad personam, inasprimento delle pene, distorsioni istituzionali come l’ Autorità nazionale anticorruzione (Anac), assessori alla legalità e commissioni contro la corruzione, la politica non ha ottenuto nessun risultato concreto».

La sveglia è arrivata. E oggi, con la Lega coi conti congelati, cosa pensa si debba fare?
«È ora che la politica reagisca. Tutti i partiti democratici, che credono nella separazione costituzionale dei poteri, devono prendere una chiara e netta posizione su questa aggressione alla Lega. Al di là delle loro convinzioni, che condividano o meno le idee del suo leader, al di là dello scontro politico».

Non succederà mai che da sinistra venga solidarietà alla Lega. Quando e come si potrebbero fare le “vere riforme” di cui parla?
«Si dovrebbe istituire un’ Assemblea Costituente da eleggere con il sistema proporzionale, i cui membri siano protetti dall’ immunità parlamentare, che riformi il nostro sistema istituzionale, metta ordine nel potere esecutivo e legislativo e riformi il sistema giudiziario».

di Paolo Emilio Russo

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