Putin e l’esercitazione militare che mobilita centomila uomini ai confini dell’Europa. Il generale Jean: inizia Zapad17, dietro c’è una verità scomoda

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Il generale Carlo Jean ci spiega cosa comporta il massiccio dispiegamento di forze ai confini dell’Europa da parte della Russia e le eventuali conseguenze.

«È capitato spesso in passato che ci sia stata un’abitudine dello Stato maggiore russo di mascherare la volontà di un’aggressione con delle esercitazioni militari. Avvenne così con  l’invasione della Cecoslovacchia. Ma mi pare difficile che questo sia  il caso di Zapad 17, anche per la vulnerabilità dell’economia russa in questo momento».

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Così il generale Carlo Jean, esperto di geopolitica  e studi strategici, commenta la decisione di Mosca di  mobilitare 100mila uomini per la grande esercitazione Zapad (Ovest in  russo) 17, che si svolgerà tra il 14 e il 20 settembre in Bielorussia, Russia e nell’enclave di Kaliningrad.

Vista la partecipazione di  personale e mezzi, potrebbe trattarsi della più grande esercitazione  militare russa dai tempi della Guerra Fredda. “Il prezzo del petrolio è sceso e quest’anno il raccolto di grano in  Russia è al di sotto della media – prosegue il generale – Mosca in  questo momento è quindi molto vulnerabile alle sanzioni  dell’Occidente.

E va ricordato che nei Paesi Baltici e in Europa  centrale sono schierati i gruppi tattici della Nato. Putin – aggiunge Jean – è un ottimo stratega, dà lezioni di  strategia agli Usa e soprattutto agli europei. Ma proprio per questo  sa dove può arrivare e dove deve fermarsi.

La potenza russa è molto sopravvalutata. Le sue navi sono vulnerabili. Se Mosca farà un passo  più lungo della gamba, rischia una stangata”.

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