Il generale Jean sulla Corea: “Dieci ore per ucciderlo, o…” “Rischio Apocalisse nucleare” gli occhi del mondo sono tutti puntati li – VIDEO

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Il rischio di una guerra Nucleare è sempre presente. Fino a che Kim Jong-un avrà a disposizione quell’arsenale nulla è scontato. Ecco perché si sta cercando il modo di fermarlo. Per sempre.

Radere al suolo l’arsenale di Kim Jong-un in 10 ore, oppure sarà un’Apocalisse nucleare.

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Ne è convinto Carlo Jean, già generale di Corpo d’armata e oggi docente di studi strategici alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Luiss di Roma, che in un’intervista al Quotidiano nazionale disegna uno scenario agghiacciante in caso di attacco preventivo da parte di Donald Trump alla Corea del Nord.

Dieci ore per uccidere Kim Jong-un altrimenti… di SPAZIO_APERTO

“L’ultimo vettore usato non è nuovo – spiega il generale Jean a proposito del missile lanciato da Pyongyang nel mare del Giappone -. È un Hwasong-12 di medio raggio. Ha caratteristiche inferiori ai missili intercontinentali che Pyongyang possiede già, quelli in grado di arrivare fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.

I nordcoreani lo hanno lanciato in modo che cadesse nell’Oceano Pacifico. La testata potrebbe pesare 500 chilogrammi o al massimo 700. Quindi non è stata ancora del tutto miniaturizzata (come sarebbe necessario per quelle atomiche, ndr)”. L’obiettivo chiaro, secondo il generale, era dare un avvertimento a Stati Uniti e Giappone, ma anche a Russia e Cina.

Su Mosca, in particolare, “grava il sospetto che abbia fornito tecnologie sue e dell’Ucraina per i motori dei missili nordcoreani a lunga gittata”. La prossima mossa di Vladimir Putin? Jean prevede un “irrigidimento russo”: “Per il momento Mosca ha alzato in volo alcuni caccia che si sono spinti fino a 300-400 chilometri dalle coste della Corea del Nord”.

Il pallino è comunque in mano a Washington, anche se l’attacco preventivo, secondo Jean, è molto difficile “perché le basi missilistiche della Corea del Nord sono molto disperse sul territorio. Gli Usa hanno a disposizione le superbombe Moab, le Gbu-43 o anche testate atomiche che possono essere sganciate dai bombardieri B 2 o dai B 1 schierati nell’isola di Guam.

Il loro problema è che Seul è a 30-50 chilometri dal 38° parallelo e quindi alla portata dei pezzi di lunga gittata dell’ artiglieria nordcoreana. Sono migliaia collocati in bunker. È stato calcolato che se non vengono distrutti entro 10 ore, nella capitale della Corea del Sud le vittime sarebbero 500mila“.

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