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Scoperta maxi rete di cyberspionaggio Spiati Renzi, Draghi, Monti, Ravasi. NOMI

SCOPERTA CENTRALE DEL CYBERSPIONAGGIO: DUE ARRESTI

Spiati politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. Lo ha scoperto la Polizia che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate e dati sensibili. L’indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all’arresto di due persone, un ingegnere nucleare e sua sorella, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell’alta finanza capitolina.

RENZI, DRAGHI, MONTI, SACCOMANNI, FASSINO, LA RUSSA: TUTTI I NOMI DEGLI SPIATI

Tra gli ‘spiati’ dall’organizzazione di cyberspionaggio scoperta dalla Polizia postale figurano anche Matteo Renzi e Mario Draghi. Nella lista degli account ‘hackerati’ dall’organizzazione scoperta dalla Polizia postale figurano anche quelli di Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Piero Fassino, Ignazio La Russa, Mario Canzio, Saverio Capolupo.

HACKERATI I PC DEI COLLABORATORI DEL CARDINALE RAVASI

Enti istituzionali, Vaticano, studi legali e professionali, societa’ di recupero crediti. E’ lunghissimo “l’elenco delle vittime piu’ significative” dell’organizzazione di cyberspionaggio scoperta dalla Polizia postale. “Risultano compromessi”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, tra gli altri “i pc in uso a due collaboratori del cardinale Ravasi”, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e del Consiglio di Coordinamento fra Accademie pontificie. Hackerata anche la Casa Bonus pastor, struttura alberghiera di proprieta’ del Vicariato di Roma. Tra gli enti istituzionali, “risulterebbero compromessi” un pc della facolta’ di Lettere della seconda Universita’ di Napoli e un pc in uso a Elena Prezioso, dirigente dell’Ufficio Contenzioso dell’Avvocatura regionale della Regione Lazio. Spiata anche la Cgil Fp di Torino.

L’INCHIESTA NASCE DA UNA SEGNALAZIONE DEL CAPO DELL’ENAV

Nasce da una segnalazione di Francesco Di Maio, responsabile della sicurezza della societa’ Enav spa, l’indagine della Polizia Postale e della Procura di Roma (beneficiando “della piena collaborazione” delle autorita’ Usa) sull’attivita’ di cyberspionaggio messa in piedi dall’ingegnere Massimo Occhionero e dalla sorella. Il primo marzo del 2016 Di Maio “segnalava – si legge nell’ordinanza cautelare del gip Maria Paola Tomaselli – l’avvenuta ricezione di una email contenente un allegato malevolo, da cui ricevuto il 26 gennaio precedente e apparentemente inviato dallo studio legale del professor Ernesto Stajano”. Questa mail era risultata sospetta perche’ Di Maio non aveva mai avuto relazioni dirette con Stajano ne’ con il suo studio legale. E cosi’, anziche’ visualizzarla e scaricarne l’allegato, l’ha inviata per l’analisi tecnica alla societa’ Mentat Solutions srl, che opera nel settore della sicurezza informativa e della malware analysis. Dall’esame dei dati tecnici si scopriva che questa mail partiva dal mittente studiolegale@ernestostajano.it, utilizzando un mail server di proprieta’ della societa’ Aruba spa con indirizzo IP 62.149.158.90. Da verifiche fatte presso Aruba risultava che l’indirizzo Ip “apparteneva ad un nodo di uscita della rete di anonimizzazione TOR, stratagemma informatico che di fatto impedisce l’identificazione dell’effettivo utilizzatore”. L’account mittente (studiolegale@ernestostajano.it) faceva parte – hanno scoperto quindi gli inquirenti – di una serie di account collegati a studi legali risultati compromessi a seguito di una infezione informatica. Dall’istruttoria e’ poi emerso che il file analizzato presentava numerose analogie con un altro malware diffuso in precedenti campagne di spear-phishing che dipendenti della societa’ Mentat avevano gia’ avuto modo di studiare nell’ottobre del 2014, quando la societa’ Eni spa era stata destinataria di messaggi ‘malevoli’ al pari dell’Enav.

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