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IL PIANO DI GERMANIA E FRANCIA: “COSÌ SARÀ IL SUPERSTATO UE”

Il voto britannico sulla Brexit è stato uno choc politico, economico e sociale. Ma non tutte le capitali sono rimaste con le mani in mano ad osservare cosa sarebbe accaduto nei giorni successivi al referendum. I Paesi che contano, Francia e Germania, hanno già redatto un programma di riforma dell’Europa. Berlino e Parigi, in qualche modo, vogliono sfruttare l’ondata britannica per aumentare “l’integrazone dei Paesi Ue” e, soprattutto, le prerogative delle isituzioni europee.

Il piano è stato firmato dai ministri degli esteri dei due paesi, il tedesco Frank-Walter Steinmeier e il francese Jean Marc Ayrault, e presentato un po’ in sordina al vertice straordinaro dei ministri europei a Visegrad due giorni fa. Un documento che da più parti, soprattutto in Polonia, è stato letto come “il progetto per un Superstato Europeo” che toglierà ulteriore sovranità agli Stati nazionali (leggi il documento).

“Il nostro obiettivo – scrivono Francia e Germania – è quello di muoverci ulteriormente verso l’Unione politica in Europa e invitare gli altri europei a unirsi a noi in questo sforzo”. Bene. Bello. Interessante. “Più Europa”, insomma, sarebbe la risposta agli euroscettici che stanno spopalando nei paesi membri e che, invece, chiedono “meno Europa”. Vediamo in cosa consiste questo rivoluzionario documento.

Sicurezza Europea

Il primo punto è quello della sicurezza. Per far fronte agli attentati terroristici, l’obiettivo è quello di “considerare la nostra sicurezza come una e indivisibile”. Come realizzarla? Semplice: “Germania e la Francia – si legge nel documento – propongono un “European Security Compact” che comprenda tutti gli aspetti della sicurezza e della difesa”.

In particolare, “l’UE dovrebbe essere in grado di pianificare e condurre operazioni civili e militari in modo più efficace, con il supporto di una catena civile-militare permanente di comando”. Poi “l’UE dovrebbe essere in grado di contare su forze ad alta prontezza e di fornire un finanziamento comune per le sue operazioni” e “se necessario, gli Stati membri dell’UE dovrebbero considerare la creazione di forze navali permanenti”. In poche parole, un esercito europeo che scavalchi quelli nazionali.

Non solo. Secondo Berlino e Parigi, i Paesi membri dovrebbero sostenere Bruxelles per creare una “piattaforma europea per la cooperazione di intelligence, nel pieno rispetto delle prerogative nazionali “, per migliorare la sicurezza interna. Anche qui, gli Stati dovrebbero favorire “lo scambio di dati”, la “Pianificazone di emergenze europee per grandi scenari di crisi che interessano più Stati membri” e la creazione di una Capacità di risposta europea. Oltre che la “creazione di un corpo europeo di protezione civile”.

Infine, nel lungo termine, Francia e Germania puntano a creare un ufficio giudiziaio europeo, con un Procuratore sovranazionale che includa la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Cosa che prevede, ovviamente, una sorta di armonizzazione dei sistemi penali dei Paesi membri. Per ottenere tutto ciò, l’idea è quella di far riunire un “Consiglio di sicurezza europeo” preparato da “una riunione degli Affari Esteri, della Difesa e ministri dell’Interno” che discuta della difesa comunitaria.

Immigrazione

Anche sul tema migranti, Francia e Germania puntano a togliere potere ai governi nazionali. Non solo la difesa delle frontiere esterne, più volte sbandierata ma mai realizzata, ad opera delle istituzioni europee. La proposta è quella di rendere Frontex autonoma dagli Stati con personale proprio. Non solo. Il secondo punto riguarda la cerazione di un ESTA europeo per concedere i visti agli immigrati diretti in Europa.

L’Euro per salvare l’Ue

Non manca, ovviamente, un riferimento all’unione economica. Per Berlino e Parigi, solo l’Euro può continuare a far da collante dell’Ue. E così propongono di “rafforzare la convergenza economica” e “salvaguardare l’irreversibilità” della moneta unica. In che modo? “Migliorando la responsabilità democratica”, ovvero facendo in modo che i cittadini in un modo o nell’altro si convincano che l’Euro è una buona cosa.

Inoltre, si prevede di ampliare il “Fondo Europeo per gli investimenti strategici” e la creazione di un’autorità di vigilanza comune. Fino addirittura ad accettare la possibilità di creare un organo parlamentare formato da membri del Parlamento Europeo (ma guidato dall’Eurogruppo) che abbia autorità sulle “questioni riguardanti la sorveglianza fiscale e macroeconomica”. Anche se il progetto sembra più un modo per spingere gli stati a trasferire i loro eserciti, sistemi economici e controlli alle frontiere all’UE. Come teme la Polonia.

Fonte: Qui

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